
Si è chiuso, com’era nelle attese, con un accordo sul rinnovo del CCNL per il triennio 2025/27, l’incontro fra ARAN e organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca. Il rinnovo riguarda per ora la parte economica, che avrà immediata applicazione con un incremento medio di circa 130 euro mensili lordi (in aggiunta ovviamente a quanto già entrato nelle buste paga per effetto del precedente rinnovo) mentre il negoziato affronterà in seguito parte normativa.
Hanno firmato l'ipotesi di rinnovo tutte le sigle sindacali maggiormente rappresentative (CISL, CGIL, UIL, SNALS, GILDA, ANIEF).
La segretaria generale CISL Scuola Ivana Barbacci, intervenendo a nome della federazione CISL Scuola Università e Ricerca, ha detto fra l’altro: “Avevamo preso atto positivamente della proposta avanzata dall’ARAN nel precedente incontro, di destinare la totalità delle risorse all’aumento delle retribuzioni base, che pone una delle premesse fondamentali per giungere a un’intesa sul rinnovo. Bene per noi anche la scelta di caratterizzare con risorse specifiche il profilo di operatore, una novità giustamente da valorizzare. Altrettanto positivo riteniamo l’incremento di CIA e RPD, così come dell’indennità per i DSGA. Ci sono quindi sufficienti elementi per giungere a un accordo sulla parte economica del CCNL per il triennio 2025/27”.
“È evidente – ha voluto inoltre sottolineare Ivana Barbacci – che oggi stiamo raccogliendo i frutti delle scelte compiute all’atto della sottoscrizione dell’intesa per il precedente rinnovo, obiettivo per il quale la CISL Scuola si era spesa con forte determinazione, convinta della necessità di imprimere ai tempi dei rinnovi contrattuali una decisa accelerazione, ponendo fine alla brutta consuetudine di sottoscrivere le intese a triennio abbondantemente scaduto. La puntualità dei rinnovi, è stato osservato anche da autorevoli commentatori delle vicende sindacali, è uno dei fattori che incidono molto sull’efficacia della tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni. È un bene che oggi su questa firma convergano di nuovo tutte le maggiori sigle sindacali: ma è chiaro che questo rinnovo trova le sue premesse in quello sottoscritto definitivamente, con lungimiranza, nel dicembre 2025”.
“Non sfuggono a nessuno, e certamente non a noi – ha concluso Ivana Barbacci – la drammaticità e la problematicità del contesto interno e internazionale che stiamo vivendo, con possibili pesanti ricadute in termini economici e di inflazione legati agli scenari di guerra. Credo pertanto che sia indispensabile prevedere momenti di verifica, ipotizzabili in chiusura dell’anno in corso, per fare il punto sugli sviluppi della situazione politico economica e prevedere, se necessario, interventi nelle sedi dovute per un’eventuale integrazione di risorse”.
In allegato il Comunicato Integrale di Ivana Barbacci


